Non ricordo se ho mai raccontato a qualcuno come è nata la mia passione per la danza... Ebbene, da bambina leggendo un giornalino avevo trovato la fotografia di una ballerina alla sbarra: body nero, calze bianche, mezze punte rigorosamente nere “da studio”, come si usava una volta (o almeno finchè non partecipavi ad un saggio, e allora te le davano rosa).
“Anche io, voglio fare danza anche io”.
E da quel momento, per non so più quanti anni, ma decisamente più di cinquanta, io non ho più smesso di “studiare danza classica”, come diceva la mia prima maestra.
Oggi il mio allenamento settimanale e la partecipazione agli spettacoli di fine anno di Laboratorio Danza, sono il normale (ma anche eccezionale, per quanto mi riguarda) proseguimento di un amore lungo una vita.
E poi la scoperta di Noemi e le altre compagne: i nostri progetti di danza nel tempo ci hanno portato a vivere insieme emozioni pazzesche! Impossibile rinunciare a tutto questo.
La danza per sempre, la danza chiama, fa sudare e soffrire, emoziona e regala tantissimo ad un corpo che resta tonico e allegro.
Maura Giunta